La zucca

zucca

Fiaba per bambini
Età consigliata: dai 4 anni

Questa fiaba è utile per lavorare con i bambini il senso del dovere e di ciò che deve essere fatto. È particolarmente consigliata per la seconda classe della primaria, quando i bambini iniziano a poter comprendere il valore del lavoro e si introducono le prime faccende domestiche importanti.

La zucca

C’era una volta una zucca che viveva in una fattoria, con un agricoltore molto gentile e tantissime altre zucche come lei. Il contadino era un buon uomo che amava molto le sue zucche: parlava sempre gentilmente, se ne prendeva cura, ed insegnava loro tutto quello che serve per essere buone. Ogni mattino cantava una dolce canzone alle sue zucche, e dopo pranzo le invitava a prendere il sole con lui. Quando il sole cominciava a calare, il contadino distribuiva ad ognuna dell’acqua buona e loro bevevano, molto lentamente. Poi, quando arrivava il momento di andare a dormire, dava loro la buonanotte.

La nostra zucca aveva sempre fatto tutto quello che il contadino le aveva detto: quando era il momento di prendere il sole, l’aveva fatto; quando era il momento di bere l’acqua, l’aveva bevuta lentamente come lui aveva detto, e quando calava la notte la zucca sorrideva e lasciava che il suo corpo si rilassasse dolcemente, fino ad addormentarsi.
Era una bella vita, e la zucca era molto felice, perché l’agricoltore l’amava molto. E fu davvero felice quando lui le disse che era una zucca buona, speciale e bella.

Finché le zucche erano piccine, erano molto buone e si volevano bene tra loro. Ma quando le zucche cominciarono a crescere, le cose cambiarono. Ognuna di loro cominciò a gareggiare con le altre per chi fosse la più grande, la più arancione, la più forte. Tutte, tranne la nostra zucca, che invece rimase piccola e verde; e quando le altre zucche cominciarono a rimanere sveglie fino a tardi, a non voler più passare il pomeriggio a prendere il sole e a rifiutarsi di bere lentamente l’acqua la sera,  la nostra piccola zucca verde continuava a essere buona. Lei obbediva sempre al contadino, anche quando tutte le altre non lo facevano, e presto esse cominciarono a prenderla in giro.

“Ooh, c’è la piccola zucca buona! Lei non fa mai nulla di male; lei è così buona!” la schernivano.
Quando era stato l’agricoltore a dirle che era buona, le era sembrato bello; ma ora glielo stavano dicendo in un modo molto diverso, e lei non si sentiva affatto orgogliosa. Provava imbarazzo e tristezza. Ma perché se la prendevano così con lei? 

Nei giorni che seguirono, la vita della nostra zucca fu molto dura. Tutte le altre zucche ridevano di lei mentre se ne stava immobile e silenziosa a prendere il sole e loro invece saltavano di qua e di là, e non la smettevano di parlare tra loro. E quando era il momento di bere l’acqua, lei continuava a bere lentamente come le aveva consigliato il contadino, mentre le altre trangugiavano la loro il più velocemente possibile, per avere più tempo per giocare.

Giorno dopo giorno le zucche continuavano a crescere. Il contadino le guardava e diceva: “Avremo delle torte deliziose quest’anno.” Le zucche erano molto orgogliose, ed erano molto contente di diventare torte squisite, anche se sapevano che per una di loro poteva esserci un destino ancora migliore.

Tutte loro avevano sentito la storia della zucca seme: ogni anno l’agricoltore sceglieva una zucca molto speciale, l’unica zucca che non cucinava. Questa zucca era sempre la più bella. L’agricoltore la sceglieva, prendeva da lei tutti i semi e li piantava nel terreno per il raccolto dell’anno successivo.
Il più grande sogno della nostra zucca era di essere scelta, ma in fondo sapeva che non sarebbe mai successo. Dopo tutto quello che aveva fatto per essere buona, dopo aver lavorato così duramente facendo tutto per bene, era ancora la zucca più piccola di tutte. Ed era anche l’unica ad essere rimasta verde: tutte le altre zucche erano ormai arancioni, mentre lei sembrava ancora una zucca bambina e acerba.

Un giorno il contadino le si avvicinò e le disse: “Mi ricordi tanto tua madre. È sorprendente!”. La piccola zucca non capiva, ma sentiva che il contadino la amava, e questo la rendeva felice. La piccola zucca verde sorrise e decise che, anche se lei non era per nulla speciale, era contenta così, perché comunque era stata buona ed il contadino era contento di lei.

Proprio in questo periodo, finalmente anche lei cominciò a colorarsi di arancione. Fu un gran bel cambiamento: le piaceva molto il nuovo colore! E finalmente le altre zucche smisero di prenderla in giro. A dire il vero, adesso erano gentili con lei. La zucca era davvero molto contenta, ma non smise mai di esser buona, e quando le altre zucche la invitavano a giocare con loro durante il tempo da dedicare a prendere il sole, lei rispondeva: “No, grazie, io devo fare quello che dice il contadino”.

Passò del tempo, e finalmente giunse il giorno della festa del raccolto. Quel giorno la zucca seme sarebbe stata scelta.
“Sappiamo tutte chi sarà la zucca seme di quest’anno” dicevano le zucche, ed erano tutte d’accordo.
“Chi?” chiese la nostra zucca. Ma nessuno le rispose. Erano tutte impegnate a bere a più non posso, in modo da diventare più dolci e succose possibile per le torte del contadino.
Finalmente il contadino uscì di casa, seguito dagli altri raccoglitori. Sorridendo si avvicinò alla nostra zucca, la liberò dalle radici e la prese in braccio dicendo: “E’ arrivato il tuo momento, piccola mia”. La zucca si sentiva molto felice. Pensò che il contadino desiderava fare la prima torta proprio con lei, e ne era orgogliosa.

Il contadino la portò a casa; la zucca si guardò intorno e ripensò a sua madre, che l’anno prima era stata la zucca seme: “Lei è stata qui, proprio come me adesso. Vorrei tanto che fosse ancora qui con me.” E pensando alla sua mamma, le venne da piangere. “Oh mamma, mi dispiace non averti resa orgogliosa di me, mi dispiace di non essere stata scelta come zucca seme”.
Il contadino camminava davanti ad un muro pieno di immagini di tutte le zucche seme scelte anno dopo anno. La zucca vide tutti i suoi antenati, fino a sua nonna, e poi sua madre, e poi… ancora sua madre? Ma no, quella non era una foto, era uno specchio! Lei era proprio tale e quale alla sua mamma, e improvvisamente le venne un nuovo pensiero.

Il contadino la portò in cucina e la mise sul tavolo. Sorridendo le disse: ” Sei stata scelta come zucca seme perché sei stata buona. Sapevo che saresti cresciuta più grande e splendente di tutte le altre, perché sei buona dentro. E quando una zucca è buona dentro, un giorno porterà tutto il suo bene anche fuori di sé.”

Una splendida attività con la zucca

A metà autunno il mondo sembra colorarsi delle tonalità variopinte delle zucche. Non c’è momento migliore per far visita a una fattoria locale che le coltiva, o al mercato; esistono anche dei centri di raccolta delle zucche! 

Osserviamo con il bambino tutti i diversi tipi di zucche disponibili. Soffermiamoci sulle diverse forme e colori, e scegliamo una zucca da portare a casa per approfondire il nostro studio.

Che consistenza ha la zucca, quanto è grossa la sua buccia, com’è il suo interno?

Quando abbiamo terminato di studiare la zucca, svuotiamola e utilizziamo tutte le sue parti:

  • Con i semi, prepariamo degli snack. Laviamo bene i semi di zucca e poniamoli su una teglia ad asciugare. Una volta asciutti, lasciamoli nella teglia ben stesi e condiamoli con un po’ d’olio d’oliva e un pizzico di sale. Inforniamo i semi a 180º per circa 15 minuti.
  • Con la polpa, cuciniamo una vellutata per cena, aggiungendo un porro e tre carote.
    Cominciamo pulendo il porro e tagliandolo a rondelle. Scaldiamo un filo d’olio in una casseruola capiente, quindi aggiungiamo il porro e facciamolo soffriggere per qualche minuto, a fuoco non troppo basso, facendo attenzione che non si bruci ma facendolo tuttavia rosolare bene. Intanto sbucciamo le carote e puliamo bene la zucca. Tagliamo a cubetti le carote e la zucca. Aggiungiamole nella casseruola e facciamole insaporire qualche minuto prima di aggiungere 800 ml di brodo vegetale caldo, in modo che le verdure ne risultino coperte.
    Portiamo a cottura mescolando spesso. Dopo 25-30 minuti la zucca dovrebbe risultare molto morbida e quasi sfatta. Aggiungiamo di sale e frulliamo. Chi lo desidera può aggiungere un po’ di panna da cucina.
    La vellutata di zucca è pronta. Buon appetito!
  • Con la struttura possiamo creare una mangiatoia per gli uccelli, da appendere in giardino o in balcone.

Poniamo l’accento sull’importanza di utilizzare la zucca in tutte le sue parti; così come gli altri frutti, è un dono di Madre Natura a cui va dato il giusto valore.

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