La vecchia avida

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Racconto per bambini
Età consigliata: dai 3 anni

La vecchia avida

C’erano una volta un vecchio e una vecchia che avevano due figlie.
Il vecchio un giorno si recò in città e acquistò un pesciolino per ogni sorella. La maggiore mangiò il suo pesciolino, invece la più giovane andò al pozzo e chiese: “Pesciolino diletto! Ti devo mangiare o no?”
“Non mangiarmi” rispose il pesciolino “rigettami nell’acqua, e ti ricompenserò.” La ragazza mise il pesciolino nel pozzo e ritornò a casa. 

La madre non nutriva simpatia per la sua figlia minore. Un giorno, fece mettere alla sorella maggiore il vestito più bello e si recò con lei sola in chiesa; invece alla più piccola lasciò due misure di segale e le ordinò di pulirle prima che rincasassero. La giovane si incamminò a prendere l’acqua e sedette accanto al pozzo a piangere. Il pesciolino nuotò verso la superficie e le chiese: “Perché piangi, cara fanciulla?”
“E come non piangere?” rispose la bella ragazza. “Mia madre ha fatto indossare a mia sorella il vestito più bello, ed è andata con lei a messa; ha lasciato me a casa e mi ha ordinato di pulire due misure di segale prima del suo ritorno dalla chiesa!”

Il pesciolino le disse: “Non piangere, va a vestirti e va in chiesa, la segale sarà pulita!”

La ragazza si vestì e andò a messa. La madre non la riconobbe. Quando la messa fu terminata, la ragazza ritornò velocemente a casa. Quando la madre sopraggiunse a casa le chiese: “Allora, sciocca, hai pulito la segale?”
“Si!” rispose lei.
“A messa c’era una bella ragazza!” raccontò la madre. “Il pope non cantava, non leggeva, e non faceva altro che guardarla, tu invece, sciocca, guardati un po’ come ti sei insudiciata!”
“Non c’ero, ma lo so!” disse la ragazza.
“Ma che cosa vuoi saperne tu?” le disse la madre. 

Capitò un altro giorno che la madre fece mettere alla figlia maggiore il vestito più bello, andò con lei a messa, e alla minore lasciò tre misure d’orzo: “Nel frattempo chi io prego Dio, tu pulisci l’orzo.” E così dicendo uscì er recarsi in chiesa.

La figlia minore si recò a prendere acqua, sedette accanto al pozzo e pianse. Il pesciolino nuotò verso la superficie e le chiese: “Perché piangi, cara ragazza?”
“E come non piangere?” rispose la fanciulla. “Mia madre ha fatto indossare a mia sorella il vestito più bello, ed è andata con lei a messa; ha lasciato me a casa e ha ordinato di pulire tre misure d’orzo prima del suo ritorno dalla chiesa.”

Il pesciolino le disse: “Non piangere, va a vestirti e raggiungila in chiesa: l’orzo sarà pulito!”
Lei si vestì, arrivò in chiesa e incominciò a pregare Dio. Il pope non cantava, non leggeva e non faceva altro che guardarla!

Quel giorno alla messa partecipò anche il principe, che rimase conquistato dalla fanciulla tanto che volle conoscerla. Per avere l’occasione di parlarle le gettò della resina sotto una scarpa. La scarpa rimase attaccata a terra, ma lei non si fermò e corse a casa.
“Sposerò” disse il principe “la padrona di questa scarpa!”

Nel frattempo, la vecchia arrivò a casa e iniziò a raccontare: “Che bella ragazza c’era in chiesa! Il pope non cantava, non leggeva e non faceva che guardarla, tu invece stupida guardati un po’, sei una vera pezzente!”

Nel frattempo il principe cercava da ogni parte la ragazza che aveva perso la scarpa, ma non riuscì a trovare in nessun luogo una ragazza cui la scarpa stesse a pennello. Arrivò infine a casa della vecchia e quando volle vedere anche la figlia minore, la vecchia rispose:
“Mia figlia insudicerà la scarpa” rispose la vecchia. Ma quando il principe le misurò la scarpa, la scarpa le stava perfetta.

Il principe la sposò, e vissero sempre felici e contenti.

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