I fiori della piccola Ida

I fiori della piccola Ida

Fiaba per bambini
Età consigliata: dai 5 agli 8 anni

I fiori della piccola Ida

<<Poveri fiori! Sono tutti appassiti. Eppure ieri erano tanto belli!>> esclamò con rammarico la piccola Ida, guardando il suo mazzo dai petali raggrinziti.

<<Te lo dico io , che cosa è successo.>> rispose lo studente che si trovava spesso a casa della piccola Ida. Voleva bene allo studente, perché sapeva raccontare tante storie e ritagliava file di pupazzetti di carta che si tenevano per mano e si potevano far ballare.
<<Oh, ti prego racconta.>> disse la bambina.
<<I tuoi fiori questa notte sono andati al ballo e per questo ora sono così stanchi e sfiniti.>>
<<Ma i fiori non sanno ballare!>> esclamò la piccola Ida.
<<E invece si. Quando noi andiamo a letto e ci addormentiamo, i fiori incominciano a far salti e si danno alla pazza gioia.>>
<<E i bambini possono andare al ballo?>> chiese la piccola Ida.
<<Soltanto i bambini dei fiori, cioè i fiorellini piccoli, come le margherite, i mughetti, e i non ti scordar di me.>>
<<E dove vanno a ballare?>>

<<Nel castello del re, che è circondato da un immenso giardino.>>
<<Ma sono andata ieri con la mamma, nel giardino del castello>> replicò la piccola Ida <<non c’era un solo fiore sulle aiuole e nemmeno una foglia sugli alberi. Dov’erano, dunque?>>
<<Nel castello. Quando il re lascia il castello per fare commissioni in città, i fiori lasciano il giardino ed entrano nelle sale del castello. Sul trono siedono le due rose più belle, e sono il re e la regina; le creste di gallo si allineano ai due lati e fanno da guardie d’onore, e tutti gli altri fiori sono invitati al ballo. >>
<<Ma chi ha dato ai fiori il permesso di danzare nel castello del re?>>
<<Oh, non c’è bisogno di permesso, perché quasi nessuno lo sa. E’ vero che qualche volta, di notte, arriva il vecchio sorvegliante a dare un’occhiata, ma ha un grosso mazzo di chiavi il cui tintinnio si sente a distanza.>>
<<E i fiori quando lo sentono non hanno paura?>>
<<Non appena se ne accorgono si nascondono dietro le tende.>>
<<E il sorvegliante non sente il loro profumo?>>
<<Sì, avverte che c’è qualcosa di insolito nell’aria, ma non riesce a capire che cosa sia.>>
<<Come mi piacerebbe vedere danzare i fiori!>> esclamò la piccola Ida battendo le mani. <<Sarebbe una cosa stupenda!>>
<<Chissà che tu non ci riesca>> rispose lo studente. <<Quando tornerai nel giardino del re, prova a guardare attentamente attraverso le finestre e vedrai uno strano movimento.>>

Tutto era spiegato, adesso: i fiori avevano la testa china perché si sentivano stanchi, dopo aver ballato tutta la notte; bisognava dunque metterli a letto e farli riposare. 
In un angolo del salotto c’era un tavolino destinato ai giocattoli della piccola Ida, col cassetto pieno di cianfrusaglie; sul tavolino c’era il letto della bambola Sofia, in legno rosa con il velo azzurro. Sofia dormiva profondamente, ma la piccola Ida la prese in braccio.
<<Bisogna alzarsi!>> le disse; <<per questa notte dormirai nel cassetto. I poveri fiori sono ammalati e hanno bisogno di riposare!>>
La bambola aveva un’espressione molto contrariata e non rispose, tanto si sentiva offesa; ma la piccola Ida la depose nel cassetto, poi mise i fiori nel lettino e li coprì bene con una copertina. Chiuse anche le cortine di seta celeste affinché la luce non desse loro fastidio, quindi si allontanò in punta di piedi. Ma per tutta la sera non fece che pensare a quanto lo studente le aveva raccontato e, prima di andare a dormire, volle fare una visitina anche ai fiori della mamma, stupendi giacinti e tulipani, freschi e belli, posti nei vasi di cristallo.
<<So che andrete al ballo, questa notte>> bisbigliò la piccola Ida ai fiori della mamma; ma i fiori non mossero una foglia, come se non avessero capito.
Poi Ida andò a letto e, prima di addormentarsi, pensò a lungo alla festa da ballo nel castello del re. <<I miei fiori saranno andati di certo>> pensava. 

Si risvegliò durante la notte dopo un sogno confuso. Tutto era silenzioso nella casa; il papà e la mamma dormivano profondamente. <<Chissà se i miei fiori sono ancora nel lettino di Sofia?>> pensò la piccola Ida. <<Come mi piacerebbe saperlo.>> 

Sedette sul letto e tese l’orecchio. Le pareva che dal salotto giungesse un suono di pianoforte, ma così leggero, come non le era mai capitato di udire.
<<Sono certo i miei fiori che ballano>> concluse <<Oh, come mi piacerebbe vederli! >>
Infine la piccola Ida non poté più resistere: scivolò dal lettino e, piano piano, si avvicinò in punta di piedi verso la porta socchiusa del salotto. Come era meraviglioso ciò che vide! 

Le lampade erano spente, è vero, ma i raggi della luna entravano dalla finestra e ogni cosa sembrava illuminata a giorno. I giacinti e i tulipani della mamma incominciarono, proprio in quel momento, un allegro girotondo. Al pianoforte era seduto un grosso giglio giallo che la piccola Ida aveva veduto in giardino durante l’estate. 

Nessun fiore si era accorto della piccola Ida. Un grande croco blu saltò sul tavolino dei giocattoli di Ida e aprì le cortine del letto dove riposavano i fiori ammalati. I fiori si misero a sedere e dichiararono di sentirsi bene e di voler ballare come tutti gli altri. 

In quel momento si sentì qualcuno che chiuso nel cassetto, batteva colpi contro la parete di legno per farsi aprire. Un fiore aprì il cassetto e sbucò la bambola Sofia, che si guardò intorno sorpresa.
<<C’è dunque un ballo, qui?>> esclamò risentita. <<Perché nessuno mi ha invitato? Ci sarei venuta volentieri!>>
Sperava che un fiore l’invitasse a ballare, ma nessuno sembrava accorgersi di lei. Tossì, fece um.!….um!…con la voce, ma inutilmente. 

Allora la bambola Sofia, decisa a richiamare a tutti i costi l’attenzione generale, si lasciò cadere con gran fracasso dal cassetto sul pavimento. Tutti i fiori accorsero per rialzarla e domandarle se si era fatta male; ma Sofia stava benissimo: voleva soltanto ballare. Allora i fiori che avevano dormito nel suo lettino, la presero per mano e incominciarono a danzare con lei proprio nel mezzo della stanza, dove più chiara cadeva la luce della luna. Tutti gli altri fiori fecero circolo battendo il tempo con le mani. Sofia era tanto felice che offerse ai fiori il suo lettino per sempre, dichiarando che sarebbe stata contentissima di dormire nel cassetto.
<<Ti ringraziamo tanto>> Risposero i fiori <<ma purtroppo noi non possiamo vivere a lungo. Domani saremo morti. Devi dire alla piccola Ida di seppellirci nell’angolo del giardino dove poco tempo fa ha sepolto il suo canarino. In estate rinasceremo e saremo più belli ancora.>>
In quel momento la porta del salotto si spalancò e una folla di splendidi fiori entrò danzando. In testa al corteo camminavano due belle rose che portavano due corone d’oro: erano il re e la regina. La musica era deliziosa. 

Quando la luna fu alta in cielo, la piccola Ida ritornò a letto, dove rimase sveglia a lungo ripensando a tutto ciò che aveva visto. 

L’indomani, appena alzata, corse al tavolino dei giocattoli per vedere se i fiori erano ancora nel lettino di Sofia. C’erano, ma molto più avvizziti dl giorno prima. Sofia era coricata nel cassetto e sembrava avere molto sonno.
<<Ti ricordi ciò che dovevi dirmi>> domandò Ida. Ma non era necessario attendere una risposta, perché la piccola Ida sapeva che cosa doveva fare. Prese una scatola e vi collocò delicatamente i fiori morti.
<<Ecco il vostro nuovo lettino>> disse <<quando verranno i miei cugini oggi, mi aiuteranno a seppellirvi.>>

I cugini della piccola Ida erano due allegri ragazzi che si chiamavano Giovanni e Adolfo. Giunsero nel pomeriggio e furono ben contenti di aiutare la loro cara cugina. Scavarono una fossa in fondo al giardino e Ida, dopo aver salutato i fiori, depose la scatola nella terra. Non era triste perché  sapeva che li avrebbe rivisti in primavera.

Traduzione di Silvia Noemi Randaccio.

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