Ecco settembre, è arrivato
per attendere l’autunno riposato.
Pronte le viti alla vendemmia
la luna raccoglie e la luce sfiamma.

Arriva il giorno dell’equinozio
dopo la fatica giunge l’ozio.
Presto tappezzerà i prati
di foglie dai toni variegati.

Crostata di prugne e mele cotte
mettiamo il vino nella botte.
Odor di coraggio sapor di volere
ci guida la forza di San Michele.

Date da ricordare:

  • 3 settembre Luna Nuova
  • 18 settembre Luna Piena
  • 22 settembre Equinozio d’autunno
  • 29 settembre San Michele

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Dal 1 al 2 e dal 19 al 30 Settembre: Luna Calante

Nell’orto

Intrecciamo le cipolle e conserviamole per l’inverno.

Seminiamo spinaci, radicchi, carote e prezzemolo.

Nel frutteto

Essicchiamo i frutti più piccoli dei fichi al sole o in forno ed utilizziamo quelli più grandi per la confettura.

3 Settembre: Luna Nuova

Creiamo la nostra cornucopia.

Dal 4 al 17 Settembre: Luna Crescente

Nell’orto

Raccogliamo gli ultimi pomodori e le zucchine, ma anche le lattughe e i fagiolini.

Nel frutteto

Raccogliamo more, lamponi, fichi e melagrane. Anche l’uva, facendo attenzione a raccoglierla a metà giornata e quando è ben asciutta.

Dopo le raccolte concimiamo gli alberi per dare loro vigore dopo lo sforzo produttivo e prepararli all’inverno.

18 Settembre: Luna Piena della Vendemmia

Luna del raccolto, caratterizzata da bilanci ed equilibrio. La Terra si prepara al riposo e le notti si allungano. Gli animali fanno le loro scorte per le provviste invernali. Anche noi possiamo preparare le nostre conserve. Inoltre è un buon periodo per la meditazione e riflettere sulla continuità della vita garantita dalla sua ciclicità.

22 Settembre: equinozio d'autunno

Con Settembre arriva l’Equinozio d’Autunno.

Dopo aver sacrificato la propria essenza vitale alla Madre Terra, il Sole diviene simbolo del passaggio dalla vita alla morte cedendo il posto all’oscurità che cresce da questo momento in poi.
Sacrificandosi nella Madre Terra, egli impregna il suo grembo della propria essenza promettendo la continuità della vita e segnando la gestazione della primavera. Questo è il giorno che si trova a metà fra i due solstizi; è un tempo di equilibrio, quando luce e buio sono uguali e dà inizio  all’autunno.

È celebrato alla fine del periodo più faticoso dell’anno in cui viene effettuato il secondo raccolto. Il ciclo produttivo e riproduttivo è concluso, le foglie cominciano ad ingiallire e gli animali iniziano a fare provviste in previsione dell’arrivo dei mesi freddi.

Il cigno è l’uccello dell’Equinozio in quanto simbolo dell’immortalità dell’anima e guida dei morti nell’aldilà.

E’ tempo di bilanci: abbiamo sotto gli occhi ciò che abbiamo seminato  durante l’anno, e possiamo constatare quali frutti abbiamo raccolto. Soprattutto interiormente.
Ringraziamo per l’abbondanza ricevuta e preghiamo per la mitezza della stagione che si appresta ad arrivare.

Inoltre è il tempo per la fabbricazione del vino, dalla raccolta delle uve alla pigiatura e sino alla sua chiusura nel buio delle botti.

E’ il momento di volgersi all’interiorità: in autunno si viaggia dentro noi stessi, entriamo nel tempo del buio per  riflettere sui misteri della trasformazione attraverso la morte.

Il tema è bilanciare le polarità, quindi il suggerimento è di fare qualcosa  che riguardi l’equilibrio nella nostra vita. Gli elementi maschili e femminili della nostra personalità hanno bisogno di uguale rispetto ed espressione. La notte dell’equinozio è una notte per onorare l’armonia della materia e dello spirito, celebrando non solo la vita spirituale del mondo prossimo, ma anche quella fisica di questo mondo.

È anche tempo per fermarsi a riflettere, rilassarsi e apprezzare i frutti  dei propri personali raccolti.

È un periodo per porre fine ai vecchi progetti mentre ci si prepara al  periodo dell’anno in cui è bene esplorare la propria interiorità.

Il lavoro spirituale dovrebbe essere di protezione, prosperità, sicurezza e fiducia in sé stessi.

Ecco cosa possiamo fare:

  • il brugo: raccogliamo l’erica selvatica con cui costruire le scope che adopereremo solo per la pulizia dell’altare e degli angoli sacri.
  • Bruciamo benzoino, mirra, pino, salvia, ibisco e petali di rose.
  • I petali di rosa e la salvia possono essere messi anche sulla tavola, a  patto che non siano freschi.
  • Le erbe associate con questa festività sono il grano, le foglie di vite e di quercia con cui possiamo preparare le decorazioni.
  • Altra decorazione tipica di questo periodo dell’anno è la cornucopia, ovvero il corno dell’abbondanza, ricolmo e straripante dei frutti dell’anno, a significare in modo simpatetico l’abbondanza dei doni della Madre.
  • Imbandiamo la tavola con tovaglia e tovaglioli di colori autunnali, con candele rosse o marroni. Può essere decorata con erbe secche, castagne, noci, more, ghiande, mais, fiori di girasole e foglie autunnali. Non devono mancare biscotti di farina di avena, mandorle e vino per ringraziare gli antenati.
  • Pietanze tradizionali sono il pane di grano, i fagioli, le patate e le zucchine al forno.
  • Il fuoco viene acceso con le foglie secche che si raccolgono in giardino.
  • Sono molto indicati in questo periodo gli esercizi di rilassamento e di meditazione.
  • L’equinozio d’autunno è il periodo ideale per passeggiate ed escursioni in campagna e in collina, per salutare la Natura che si prepara al suo riposo invernale.

29 Settembre: San Michele

Molte vecchie leggende raccontano della battaglia di san Michele contro il drago, di come egli riuscì a sconfiggerlo ed a scacciarlo dai cieli. Dal Medioevo si tramanda anche la leggenda di san Giorgio, il cavaliere che libera la principessa dal drago uccidendo il mostro con la sua lancia. Come è sempre stato negli antichi calendari la fine di settembre segna la fine e l’inizio del tempo della terra.  Mentre l’estate se ne va, l’atmosfera si raccoglie, la luce e il calore si affievoliscono e la terra ci invita al risveglio della coscienza nella nostra interiorità. In questo momento, l’Arcangelo Michele appare come ispiratore di un grande gesto di coraggio e di fiducia verso il nuovo ciclo  che giunge, con il suo buio, a metterci a prova.

In questo periodo dell’anno, la stagione ha un’atmosfera diversa: l’aria è più fresca, le giornate si accorciano e le chiare notti d’autunno sfoggiano un meraviglioso cielo stellato. Insieme gustiamo una merenda di festa con il pane di san Michele e le mele.

La mela è il frutto della conoscenza, e compare in tutte le feste che precedono il Natale. L’umanità raggiunge la libertà mangiando il frutto della conoscenza; a causa di ciò, viene scacciata dal Paradiso, e da allora il percorso che gli uomini dovranno seguire è il sentiero che guida alla propria trasformazione. Percorrendo questo sentiero, essi possono venire purificati per servire la causa della bontà e della verità.

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